Meditazione

” Agitata e ondeggiante è la mente, difficile da proteggere, difficile da controllare: il saggio la dirige come l’arcere la freccia” Dharmmapada

Meditazione

L’antica scienza della meditazione si rinnova in ogni epoca,presentando una immagine nuova di se che le permette di essere sempre adeguata allo spirito dei tempi. La meditazione e’ la base indispensabile per ogni cammino di conoscenza per la vita stessa. Ogni fede, ogni filosofia ne parla da sempre. Ne esistono innumerevoli forme.
La meditazione ha qualche cosa da offrire a tutti, come è stato dimostrato dai suoi sostenitori che la praticano regolarmente. Sempre più frequentemente i medici riconoscono in essa un valido aiuto per combattere le malattie legate allo stress. La meditazione aiuta a fortificare la fede di ogni credente, risveglia la percezione del Divino
Fine della Meditazione è la conoscenza di Se dell’unione dell’individuo con la fonte della vita, con la Mente Universale, con il Creatore, comunque lo si voglia chiamare. E’ importante considerare subito una distinzione che è veramente fondamentale, cioè la motivazione, lo scopo della Meditazione stessa. Da questa infatti dipendono i risultati che otterremo. La molla che ci spinge può essere di due tipi: cercare il controllo della nostra mente, lo sviluppo suo e dei suoi poteri, oppure cercare il giusto uso della mente per fini spirituali. Queste due motivazioni dipendono dalla dualità in cui si svolge tutta la nostra vita. .
Molte sono le vie a disposizione dell’uomo, ciascuno di noi segue un sentiero diverso e sarebbe un segno di ignoranza dire a qualcuno: tu devi scegliere il mio sentiero.
Per avere veramente valore, la meditazione, deve trasformare , deve produrre un cambiamento reale e costruttivo e deve altresì operare come una forza positiva nel mondo.
Sri Aurobindo nei suoi scritti sullo yoga integrale, parla della “Triplice trasformazione” che può avvenire se si medita correttamente. Questa trasformazione è realizzata dalla discesa della Coscienza Suprema e viene vissuta come Pace, Potere, Luce che inonda tutta la testa e talora ogni cellula del corpo.
In Oriente lo scopo della meditazione viene definito “risveglio- illuminazione-liberazione”. Tutti questi termini stanno ad indicare che ci troviamo in uno stato di limitazione, di condizionamento e di ignoranza da cui dobbiamo uscire, se vogliamo attingere ad una coscienza più vasta ed a una libertà più piena.
Cosa significa meditare?
la meditazione è uno stato di puro essere, di chiara consapevolezza, di attenzione osservante: uno stato originariamente naturale, ma per il quale è necessario un lavoro su di sé. Si ritorna ad uno stato di unità tra corpo e mente, precedente a qualsiasi dualità.
Attraverso una serie di esercizi di indagine della propria meccanica fisica e mentale (dalle sensazioni e dai pensieri più grossolani a quelli più sottili), si è pienamente presenti, consapevoli, qui ed ora: si realizza la pienezza della pura attenzione. La meditazione non è un credo, non è un dogma, non è un culto, non è una religione, non è una morale, non è un giudizio: è un’esperienza evidente in se stessa. La meditazione è non-fuggire, non è staccare la spina: è rilassarsi ed essere nel momento, nel presente nel qui e ora.
Quando e dove meditare:
sarebbe opportuno far precedere la seduta di meditazione da alcuni esercizi yoga ( torsioni, piegamenti, stiramenti) che risvegliano le energie sopite poste lungo la spina dorsale e preparando alla concentrazione. La scelta di un luogo isolato è certamente un requisito essenziale per la meditazione.
All’alba la mente è più serena e calma, al tramonto con il declino della luce, si verifica un fenomeno naturalmente meditativo. A mezzogiorno ed a mezzanotte si hanno momenti di equilibrio tra forze contrastanti e tra bioritmi corporei.
Tuttavia la scelta dipende da preferenze personali, l’importante è stabilire una regola individuale e seguirla. La meditazione ha il compito di riequilibrare le emozioni e non di spegnerle, pertanto se non si è calmi non è vero che non si può meditare, la calma si trova nella meditazione e non prima.
Alcuni brevi accenni su differenti modalità meditazione
Meditazione secondo il Buddismo

“chi sa scegliere tempo e luogo, distinguendo il possibile dall’impossibile e riconoscendo i propri limiti, avrà successo in ogni impresa” Buddha

Per il Buddismo non bastano le buone intenzioni e una condotta retta per farci raggiungere l’illuminazione. Ci vogliono anche chiara comprensione, penetrante consapevolezza, mancanza di egocentrismo e costante Meditazione.
I metodi di Meditazione delle preceduti da 7 punti fondamentali, che hanno lo scopo di preparare l’allievo alla Meditazione attraverso comportamenti, conoscenze, purificazione e che con la Meditazione costituiscono l’ottuplice sentiero:  – retta opinione, cioè conoscere la realtà autentica delle cose;  – retto pensiero, o retta intenzione, cioè atteggiamenti improntati a compassione e armonia, senza egoismo ed emotività;  – retta parola, cioè attenersi scrupolosamente alla verità;  – retta azione, cioè non compiere nessun atto che possa creare sofferenza;  – retto modo di vivere, cioè non compiere azioni inutili;  – retto sforzo, cioè combattere il male esistente e adoperarsi per prevenirlo; – retta memoria, o ricordare le verità fondamentali; – retta Meditazione, cioè la Meditazione che dà forza ai sette punti precedenti. Questo è il punto che distingue il Buddismo da altre vie piene di precetti, regole, comandamenti, da sentieri lastricati da buone intenzioni, ma incapaci dì trasformare la personalità. E’ la Meditazione che permette a questi punti di penetrare profondamente nell’allievo, di orientare la sua vita e di favorire un suo sostanziale cambiamento. Buddha ha fuso elementi di diverse tradizioni con tecniche di meditazione che permettono di passare da enunciazione, conoscenza, comprensione intellettuale fino ad arrivare alla realizzazione concreta.
Meditazione Vipassana
Nasce dalla tradizione buddista e fonde gli insegnamenti più ortodossi del Buddismo. Vipassana in lingua Pali significa “visione profonda” o “visione intuitiva”. Questo chiarisce meglio il concetto che la mente non deve essere incanalata, focalizzata o forzata, ma va lasciata scorrere liberamente, mettendosi ad osservare tutto ciò che da essa sgorga spontaneamente. Non è necessario concentrarsi su un oggetto esterno per raggiungere uno stato di quiete mentale, ma piuttosto bisogna cercare di vedere la realtà com’è nella sua totalità. E’ una tecnica detta della “presenza mentale” in cui si cerca di essere consapevoli di sensazioni, pensieri, atteggiamenti, desideri, sentimenti e reazioni, nonché delle posizioni del corpo e di ogni movimento, interno o esterno. Per prima cosa bisogna seguire i movimenti del respiro, senza influenzarlo. Quando la mente si distrae, si riporta l’attenzione al respiro, tornando al presente, qui e ora. La Vipassana non esclude nulla: non è importante l’oggetto dell’attenzione, ma l’attenzione stessa. E’ necessario comprendere tutto ciò che avviene per non esserne dominati. Così una costante penetrazione intuitiva degli eventi e la consapevolezza che ne deriva, sono un importante strumento di trasformazione, che portano a scioglie il karma. Poco a poco la Meditazione Vipassana ci porta a lasciare il piano degli impulsi, per portarci su quello della coscienza e come primo effetto ci libera dal desiderio, trasformandolo in energia creativa. Possiamo fare questa Meditazione in qualsiasi circostanza della nostra vita, non solo in momenti, situazioni e posizioni dedicate. La sua modernità è evidenziata dal fatto che ci invita a vivere costantemente nel presente, ad abbandonare schemi, categorie, pregiudizi, opinioni, ideologie, tutto ciò che non viene dalla nostra personale esperienza e sperimentazione.
Meditazione vaisnava secondo gli Hare Krishna
Gli Hare Krishna sono i tipici rappresentanti di una spiritualità devozionale la cui pratica fondamentale consiste nell’essere continuamente consapevoli della presenza di Dio attraverso il canto dei suoi nomi. I seguaci di questo movimento vivono in comunità di tipo monastico e seguono regole ascetiche. Il loro abbandono fiducioso nelle mani di Dio non è privo di senso critico. Essi esprimono il bisogno di un ritorno alla vita più semplice e idilliaca, in contatto con la natura, e il bisogno di affidarsi a una guida spirituale. Una parte della giornata deve essere dedicata alla meditazione su Dio e ciò si può fare ripetendo il Maha Mantra: Hare Krishna, Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare. Nella Meditazione l’uomo cerca il suo miglioramento, rimanendo cosciente. Ne conseguono il rifiuto degli attaccamenti e dei legami terreni e la possibilità di contatto con il divino, che viene spontaneamente, come una grazia: allora la distinzione fra conoscenza, conoscente e conosciuto non ha più importanza. E’ una forma di Meditazione che si basa sulla devozione, che ha la funzione di concentrare il pensiero e poi di trascenderlo, verso una esperienza di unificazione o assorbimento.
Meditazione Trascendentale
La Meditazione Trascendentale (MT), detta anche “Scienza dell’intelligenza”, è stata fondata e divulgata da Maharishi Mahesh Yogi. Egli sostiene che se il 10% della popolazione meditasse, questo potrebbe portare a una svolta importante per il miglioramento della vita sul pianeta. La tecnica si basa sulla ripetizione di un mantra che viene assegnato individualmente e che deve rimanere segreto. Unica funzione di questo mantra è quella di escludere i pensieri indesiderati, di concentrare il pensiero e di creare uno stato di rilassamento. Compito fondamentale della meditazione è la ricerca del benessere.
Meditazione secondo Castaneda e lo Sciamanesimo
La figura dello sciamano è antica quanto l’uomo. Egli è un mediatore di forze occulte e rappresenta un punto di confluenza tra il mondo magico e il mondo religioso. Troviamo riti di tipo sciamanico in molte culture e religioni, dove ci sono riti e oggetti pressoché identici, tanto che si potrebbe anche dire che queste sono “rivalutazioni di antichi motivi sciamanici, integrati in un sistema di teologia ascetica dove il loro contenuto ha subito una radicale modificazione”, secondo quanto sostenuto da Mircea Eliade. Una eccezionale testimonianza del mondo sciamanico ci è data da Carlos Castaneda, antropologo americano che ha vissuto un lungo percorso di conoscenza e iniziazione presso sciamani messicani e che ha trasmesso le conoscenze cosi acquisite attraverso numerosi libri. Nella sua esperienza sembrano confluire, oltre a conoscenze del mondo sciamanico messicano, anche conoscenze derivate da tecniche orientali di Meditazione. Questa è una testimonianza in più dei punti di contatto tra le diverse culture. Prima meta del suo percorso è spezzare la visione ordinaria della realtà per poi penetrare in un mondo di forze occulte che di volta in volta lo contrasteranno o aiuteranno nel cammino verso la liberazione finale. Ciò è fatto attraverso due tecniche: la prima privilegia la ricerca del silenzio interiore, l’altra è quella del sogno lucido, cioè del contatto consapevole con una realtà diversa.
Ma è giusto ed importante dire che ogni cultura ed ogni religione ha la sua forma di Meditazione…
Libri consigliati: Jeanine Miller – I Veda – Ubaldini Ed. Upanisad antiche e medie – Ed. Boringhieri

Libri consigliati: N. Thera – Il cuore della meditazione Buddista – Ubaldini Ed. Dhiravamsa – La via del non attaccamento – Ubaldini Ed.

Libri consigliati: Castaneda – A scuola dallo stregone – Ed. Ubaldini Castaneda – Una realtà separata – Ed. Ubaldini Mircea Eliade – Lo sciamanesimo e le tecniche dell’Oriente e l’estasi – Ed. Mediterranee

Libri consigliati: Tao te ching – Ed. Adelphi Zhuang-zi – Ed. Adelphi I Ching – Ed. Astrolabio

 

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